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Un viaggio sensoriale: “Sentire il colore” del Maestro Vidà

Classe 2A Sc. Sec. I gr, Plesso Calò

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La Community Library di Ginosa martedì 1 aprile è stata sede di un’esperienza didattica straordinaria per gli alunni delle classi 1A e 2A del Tempo prolungato del plesso Calò. I ragazzi hanno visitato la mostra sensoriale “Sentire il colore” del Maestro Vidà, artista contemporaneo fiorentino, che propone un approccio rivoluzionario all’arte astratta attraverso un’esperienza multisensoriale.

La peculiarità delle opere di Vidà risiede nella sua capacità di creare da zero i colori utilizzando elementi naturali, rendendo ogni quadro non solo un’esperienza visiva, ma un vero e proprio percorso sensoriale completo. Durante la visita, gli studenti hanno potuto toccare a mani nude le opere, salire su pedane vibranti, indossare cuffie per ascoltare suoni specifici e percepire profumi appositamente creati per accompagnare ciascun dipinto.

“All’inizio pensavo che quelle opere fossero semplici da realizzare e che stessimo dando importanza a qualcosa di banale” confessa Felisianna, “però grazie a questa esperienza ho capito che tutte le opere hanno un significato che va scoperto“

Le installazioni più coinvolgenti sono state due pedane sensoriali. La prima, caratterizzata da vibrazioni intense, rappresentava un’eruzione vulcanica: “Salendo sulla pedana che tremava, con il profumo proveniente dai piedi del vulcano e toccando il quadro rosso con rilievi che rappresentava l’edificio roccioso, ho provato una sensazione di inquietudine che mi ha fatto pensare all’eruzione di Pompei” racconta Tommaso.

La seconda pedana offriva invece un’esperienza marina: vibrazioni più delicate simulavano l’oscillare di una barca, accompagnate dal profumo di salsedine e da un quadro tridimensionale nei toni del blu che rappresentava le onde del mare. “Chiudendo gli occhi è stato tutto rilassante e sembrava di essere sopra una barca nel mare” descrive Michele M..

Durante la spiegazione, i ragazzi hanno scoperto che l’artista, per realizzare queste opere, ha collaborato con una squadra di calcio di atleti ipovedenti. “Vidà vuole far associare a un profumo, a una melodia e a una vibrazione un elemento della natura, quindi un colore” spiega Flavia, “rendendo l’esperienza unica anche per chi ha deficit sensoriali.”

La mostra ha anche approfondito aspetti storici dell’arte, illustrando come gli artisti del ‘700 e ‘800 creavano e utilizzavano i colori. “Sono rimasta affascinata dai minerali da cui si ricavano i pigmenti e dal loro lungo processo di estrazione” commenta Diletta, “ma soprattutto da come l’artista riesce a esprimere le proprie emozioni, facendole provare a noi stessi“

La visita si è rivelata illuminante per molti studenti, come Giulia, che confessa: “Prima non avevo per niente capito gli astrattisti e mi impegnavo nel capire perché facessero linee a caso sul quadro chiamando quel quadro arte. Da oggi posso dire che, almeno in parte, ho compreso che ognuno si esprime a modo suo, attraverso arti diverse.”

L’esperienza ha lasciato un segno profondo nei giovani visitatori, offrendo loro un approccio completamente nuovo all’arte astratta, che grazie all’interazione multisensoriale è diventata, paradossalmente, più concreta che mai. “Questa esperienza ci ha fatto vedere l’arte in un modo nuovo, più vicino e coinvolgente” conclude Noemi, “è stato bello scoprire dettagli che spesso sfuggono e imparare che ogni quadro ha una storia da raccontare, basta saperla ascoltare”.

Classe 2 A Sc. Sec. I gr Plesso Calò