Ricerca

UN INCONTRO CHE FA RIFLETTERE: ANTONIO LIGORIO E GABRIELE COLUCCI RACCONTANO IL KENYA

di Giuseppe D’Alconzo 3C

Oggi, 16 Maggio intorno alle 9:30, abbiamo ricevuto in classe la visita di due attivisti Antonio Ligorio e Gabriele Colucci, missionario laico. Loro arrivano da Latiano e Mesagne e fanno parte dell’associazione “La Manovella” che si occupa di arte, cultura, spettacolo e, soprattutto scolarizzazione in Kenya. 

Antonio Ligorio ci ha raccontato della sua esperienza a Nairobi, città ricca da una parte, ma piena di problemi e degrado dall’ altra. 

L’ attenzione si è focalizzata subito sulle baraccopoli che ospitano attualmente circa un milione e mezzo di persone. Le sue parole sono state affiancate da immagini e video che descrivono e testimoniano quella realtà. 

Le baraccopoli sono abitazioni fatte di lamiera, le scuole sono esclusivamente a pagamento e quindi non molte persone possono permetterselo. 

Matharè è la più grande baraccopoli con circa mezzo milione di abitanti, priva di qualunque servizio igienico, con intorno solo cumuli di spazzatura. La fame è molto sentita e questa situazione peggiora ulteriormente in seguito a piogge, incendi e catastrofi ambientali. Alla fame di cibo si aggiunge però la loro voglia di rivalsa che noi tutti dobbiamo auspicare e incoraggiare; infatti oltre che al cibo, i volontari intrattengono i bambini con giochi e balli. Ogni singolo volontario viene gratificato dai sorrisi dei bambini che, alla loro vista, gioiscono. 

Il signor Ligorio ci ha raccontato di aver aiutato una bambina che stava palesemente male e di averla fatta curare in ospedale pagando 120 euro, che a noi sembrano pochi ma lì rappresentano circa 3 mesi di stipendio. Molti bambini che non riescono a sopportare la fame si recano nei depositi di rifiuti e fumano e inalano la plastica che li stordisce e attenua il senso di fame. 

Il sabato e la domenica sono giorni di festa perché le associazioni lì presenti cucinano per centinaia di persone, fanno doposcuola e fanno divertire i fanciulli/e che, per un momento, dimenticano tutti i loro problemi.

Il volontario ha poi proseguito il racconto parlandoci della prof.ssa Alessandra che dopo aver ricevuto un’eredità dopo la morte della mamma, ha deciso di fondare in Kenya una scuola che ospita 236 bambini di tutte le età fino alle scuole medie. La scuola offre anche il servizio mensa che vede lavorare come cuoche le mamme stesse dei bambini.

Sullo schermo sono poi passate delle fotografie su una pratica molto diffusa in Africa cioè la scarificazione che consiste nell’ incidere la pelle per creare cicatrici permanenti che hanno un significato sociale, religioso o identitario. 

Antonio Ligorio ha anche aggiunto che in Kenya ci sono più di 60 tribù tra cui i guerrieri Masahi che, per combattere la fame, uccidono gli animali, raccolgono il sangue e se ne cibano.

L’ incontro si è concluso con Gabriele Colucci che ha suonato uno strumento tipico africano che è il D-JEMBÈ e tutti quanti insieme abbiamo intonato con allegria la canzone HAKUNA MATATA che in lingua swahili significa “Nessuna preoccupazione”. 

Questo incontro durato circa un’ora e mezza, è letteralmente volato, e ci ha fatto prendere coscienza di quanto noi occidentali possiamo ritenerci fortunati ad avere un posto sicuro dove imparare, cibo e tante comodità che nel kenya purtroppo non ci sono. 

Nonostante le immense difficoltà, i sorrisi dei bambini Kenioti e la loro inesauribile voglia di imparare e giocare ci ricordano che la felicità si può trovare anche con poche risorse insegnandoci a riconoscere e valorizzare questi aspetti fondamentali della vita. 

Il mondo è grande e anche se siamo lontani possiamo sempre cercare di fare del bene, anche un piccolo aiuto può fare una grande differenza per progetti importanti, come la scuola creata dalla professoressa Alessandra.

 Giuseppe D’Alconzo 3^C