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Un dialogo che educa al rispetto

...gli studenti dell’I.C. “G .Calò–G. Deledda–S.G. Bosco” dialogano con Gino Cecchettin

Utente TAIC82600L-psc

da Taic82600l-psc

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Una mattinata intensa, carica di emozioni e di riflessioni profonde, quella vissuta oggi dagli studenti della classe 3^F e della 2^G della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “G.Calò – G.Deledda – S.G.Bosco”. Le due classi, guidate rispettivamente dalle docenti  Lattarulo, Cardinale e  Pignalosa, hanno preso parte a un incontro in remoto con Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, uccisa l’11 novembre 2023.
L’incontro è stato preceduto dalla lettura in classe del libro Cara Giulia, scritto dallo stesso Gino Cecchettin, che ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi con delicatezza e rispetto alla storia di Giulia e al percorso umano del padre.

Nel suo intervento, tenuto in un linguaggio dolce, composto ed equilibrato, Gino Cecchettin ha invitato gli studenti a non dare nulla per scontato.
Ha condiviso con loro il peso e la delicatezza di una storia interrotta troppo presto, ricordando che la vita è “un dono fragile” e che proprio per questo va custodita attraverso scelte consapevoli, relazioni sane e l’ascolto delle proprie emozioni.

Ha parlato di fragilità come risorsa, non come debolezza:

“La felicità non è essere forti e vincenti. È avere il coraggio di chiedere aiuto. Essere uomini non significa nascondere le proprie paure”.

Un messaggio potente, rivolto soprattutto ai più giovani, spesso immersi in modelli sociali che confondono la forza con la dominazione e la chiusura emotiva.

Uno dei passaggi più significativi ha riguardato il valore del linguaggio: le parole, ha ricordato Cecchettin, possono creare ponti o muri. Da esse può nascere comprensione oppure pregiudizio.
Per questo ha invitato i ragazzi a scegliere con cura il modo in cui parlano agli altri: “Le parole contano. Sono il primo mattone delle relazioni”.

Spazio poi al tema dell’empatia, dei confini personali, del rispetto e della libertà nelle relazioni.
“Bisogna avere il coraggio di dire questa cosa non la voglio”, ha ribadito, così come di dire ti amo  a chi merita affetto e vicinanza.

Molti problemi, ha sottolineato Cecchettin, si possono risolvere attraverso il dialogo: un dialogo aperto, sincero, rispettoso.
Ha incoraggiato gli studenti a non aver paura del giudizio, a riconoscere le proprie emozioni e a costruire relazioni basate sulla fiducia e sulla reciprocità.

Nella seconda parte dell’incontro, Gino Cecchettin ha lasciato spazio alle domande degli alunni, invitandoli a raccontare un “evento memorabile” della loro vita.
Al termine, ha fatto notare un dettaglio significativo: nessuno aveva citato un momento vissuto con il cellulare, con la playstation o con altri dispositivi digitali. Un’osservazione che ha fatto riflettere i ragazzi sull’importanza delle esperienze autentiche, quelle che restano davvero nel cuore. 

Alla presenza della dirigente scolastica, che ha portato il proprio saluto e ringraziamento, l’incontro si è configurato come un prezioso momento di riflessione, educazione al rispetto, consapevolezza e responsabilità nelle relazioni.

La partecipazione è stata resa possibile dalla Fondazione Giulia Cecchettin ETS, nata per volontà di Gino, Elena e Davide di onorare la memoria di Giulia e trasformare un dolore immenso in un’opportunità per la società. La Fondazione è impegnata contro la violenza di genere, nella promozione dell’inclusione e nella diffusione di una cultura del rispetto, fondata su integrità, onestà e tutela dei diritti umani.

Un lavoro prezioso, che oggi ha raggiunto anche i giovani di Ginosa, lasciando in loro un messaggio di speranza e responsabilità.

L’esperienza non si esaurirà con questo primo incontro: nel mese di dicembre e nel mese di gennaio anche altre classi dell’Istituto avranno l’opportunità di dialogare con Gino Cecchettin, proseguendo così un cammino educativo importante e necessario.