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Un appello alla memoria e all’inclusione.

Gli studenti della 1F della scuola secondaria di primo grado I.C. G. Calò-G. Deledda- S.G. Bosco chiedono il riconoscimento del Samudaripen

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da Taic82600l-psc

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GINOSA — Un percorso educativo che unisce storia, consapevolezza e cittadinanza attiva. È quello intrapreso dagli alunni della classe 1F della scuola secondaria di primo grado nell’ambito del progetto “Io, tu, noi: viaggio tra storie, cultura e inclusione”, promosso dai docenti Isabella Lattarulo, Carmelo Ribecco, Giusy Bruno e Giusy Bernini. 

L’iniziativa ha preso avvio da una ata simbolica, l’8 aprile, Giornata Internazionale del Popolo Rom, offrendo agli studenti l’opportunità di conoscere e approfondire una pagina spesso dimenticata della storia europea: quella del popolo rom e sinto, tra cultura, identità e persecuzioni.

Guidati dai loro insegnanti, i ragazzi hanno affrontato lo studio del Samudaripen, il genocidio dei Rom e dei Sinti nei campi di sterminio nazifascisti durante la Seconda guerra mondiale. Una tragedia che, nonostante la sua portata storica, continua ancora oggi a essere poco conosciuta e raramente riconosciu ta a livello istituzionale.

Dalla riflessione è nata un’iniziativa concreta: la stesura e l’invio di una lettera indirizzata al Sindaco di Ginosa e all’Assessore alle Politiche Sociali. Nel documento, gli studenti chiedono che il Comune riconosca ufficialmente il Samudaripen attraverso una delibera del Consiglio comunale, sottolineando l’importanza della memoria come strumento di giustizia e inclusione.

Un gesto significativo, che dimostra come anche i più giovani possano farsi promotori di cambiamento culturale e sociale. “Ricordare è un dovere”, sembra essere il messaggio che emerge dal loro lavoro, “soprattutto quando si tratta di storie dimenticate”.

Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di educazione ai diritti umani, volto a promuovere il rispetto delle diversità e la costruzione di una società più consapevole e inclusiva. In un tempo in cui il rischio dell’indifferenza è sempre presente, l’impegno degli studenti della 1F rappresenta un esempio concreto di partecipazione e responsabilità.

Il testimone passa ora alle istituzioni locali, chiamate a raccogliere questo appello e a trasformarlo in un atto formale che possa contribuire a restituire dignità e memoria al popolo Rom.