Nel corso del secondo quadrimestre, in occasione della festa di fine anno sul tema “I Popoli”, per rendere lo studio della geografia attivo e coinvolgente, sono stati organizzati momenti di ascolto diretto di storie ed esperienze di uomini e donne appartenenti a spazi geografici distanti da noi.
Le interviste hanno toccato temi quali: -La vita quotidiana e le tradizioni- La storia e la cultura del proprio paese- Le sfide e le opportunità del mondo moderno-Cambiamenti climatici e la globalizzazione- La visione del mondo e la propria identità.
Un approccio che ha favorito una visione più ampia e inclusiva del mondo.
Gli ospiti intervistati provenivano dal continente americano: Canada e Argentina; due mondi completamente diversi, soprattutto sotto il profilo politico; dall’Africa, precisamente dal Malawi e dallo Stato del Tamil Nadu dell’India.
Esperienze e scelte di vita molto diverse tra di loro, che ci hanno trasmesso la passione per la propria terra. Il Sig. Mario Tarantini si è trasferito in Canada per lavoro, ci ha parlato della sua iniziale difficoltà linguistica, della scuola serale per imparare l’inglese, del desiderio di imparare un lavoro assolutamente nuovo e innovativo per quei tempi, lavorare per la palificazione telefonica, la ricerca dei propri connazionali e il desiderio di tornare in Italia. La voce del Venezuela è legata alla sig. Maria in Fucci, forte l’emozione nelle sue parole e nei suoi ricordi quando ha parlato del controllo militare che vige nel Paese, della corruzione delle forze dell’ordine, della crisi sanitaria, del crollo economico, delle file per acquistare i beni di prima necessità, dell’oppressione psicologica e della mancanza del rispetto umano. Un Paese che fa paura! Un Paese che manca per gli affetti lasciati, ma nel quale non c’ è il desiderio di ritornare. Le testimonianze dei due sacerdoti missionari della Parrocchia Cuore Immacolato, Padre Cleto dell’India e Padre Fortunato del Malawi. Due Stati di due diversi Continenti che per certi aspetti sembrano essere simili: modo di mangiare, seduti a terra e con le mani, nessun luogo di incontro nei piccoli paesi e villaggi, se non le Parrocchie e la scuola; tante lingue locali, incomprensibili tra di loro; mancanza di una lingua nazionale, modalità diverse dell’utilizzo della tecnologia, rispetto alle nostre, per es. in Malawi il cellulare è concesso solo ai ragazzi di 18 anni. Ci hanno parlato delle loro religioni, della loro politica e del desiderio di ritornare un giorno nella loro terra.
Le interviste hanno permesso di scoprire la ricchezza e la complessità delle culture intervistate, delle tradizioni e delle sfide future.
Ci hanno guidato a riflettere sulla nostra identità e sulla nostra cultura, e su come queste siano influenzate dalla globalizzazione e dai cambiamenti sociali. Abbiamo riflettuto sulla ricchezza di ogni cultura e di quanto ciascuna di esse ha qualcosa da offrire.
Questo percorso di ascolto diretto di storie personali ha reso lo studio della geografia più coinvolgente e significativo.
Grazie agli ospiti.
Alunni della classe 3G scuola secondaria
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