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Quando l’arte diventa viaggio

la 3A Sc. Sec. I gr al MUPA con Domenico Dell’Osso

Utente TAIC82600L-psc

da Taic82600l-psc

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Emozioni, riflessioni, passione.
Tracce di genio.
Parole e immagini che si intrecciano alla musica, colori che danzano davanti agli occhi e restano impressi nella mente.
È così che, nel pomeriggio del 18 dicembre, i ragazzi della classe 3A hanno vissuto un’esperienza che va oltre una semplice visita guidata: un vero e proprio viaggio sensoriale e umano.

Presso il MUPA di Ginosa, la mostra dell’immenso Domenico Dell’Osso ha accolto gli studenti in un percorso fatto di quadri che parlano, musiche che raccontano, vite che prendono forma davanti agli occhi di chi osserva. Un itinerario potente, profondo, in cui arte visiva, suono e parola si fondono in un’unica narrazione universale.

A rendere l’esperienza unica e irripetibile è stata la presenza dell’artista stesso, che ha accompagnato la classe per tutta la durata del percorso: con la forza della sua voce, con la generosità delle sue spiegazioni, con la capacità rara di ascoltare le domande dei ragazzi e di restituire loro risposte che diventavano stimoli, aperture, nuove prospettive. L’arte, in quel momento, non era più distante o astratta: nasceva lì, davanti a loro.

I ragazzi, attenti e curiosi, riconoscevano volti e storie: Usain Bolt, Einstein, Beethoven, Dante, Marie Curie, Galileo Galilei, Stephen Hawking, Steve Jobs… menti geniali, spiriti rivoluzionari, uomini e donne che hanno cambiato il mondo. Alcuni già noti, altri scoperti per la prima volta. Tutti resi vivi dai colori e dalla forza espressiva di Dell’Osso.
Ascoltavano le “musiche parlanti” dei quadri, fotografavano, prendevano appunti, facevano domande. Non erano spettatori passivi, ma viaggiatori consapevoli.

E come se non bastasse, i ragazzi hanno avuto anche l’onore di incontrare e ringraziare via Whatsapp Fabrice Pascal Quagliotti, autore delle musiche associate alle opere, mente elettronica e tastierista dei leggendari Rockets. Un incontro straordinario, capace di far comprendere quanto l’arte sia dialogo, contaminazione, collaborazione tra mondi diversi che si incontrano.

Le riflessioni degli studenti, a fine visita, parlavano da sole.
C’era chi diceva di aver avuto la sensazione di ritornare alle origini, chi di trovarsi al centro dell’Universo, chi di aver viaggiato nel Cosmo, chi di aver quasi dialogato con i personaggi rappresentati nei quadri. Emozioni autentiche, profonde, difficili da dimenticare. Emozioni che diventano bagaglio di vita.

E poi c’è un aspetto che rende questa mostra ancora più significativa: la scelta di Domenico Dell’Osso, artista ginosino conosciuto e apprezzato nel mondo, di iniziare proprio da Ginosa, dalla sua città natale, il viaggio di questa avventura artistica. Un ritorno alle radici che non è nostalgia, ma atto di amore e responsabilità. Perché partire da casa significa riconoscere il valore delle proprie origini e restituire bellezza al luogo che ha visto nascere il talento.

Ginosa, in questi giorni (fino al 18 gennaio 2026), sta diventando crocevia di arte, musica, pensiero e futuro.
E i ragazzi della 3A ne sono stati testimoni privilegiati.

Un’esperienza che non si archivia in una fotografia o in una data sul calendario, ma che resta impressa nella memoria e nel cuore.
Proprio come fanno le opere di Domenico Dell’Osso: ti attraversano, ti parlano, e non ti lasciano più uguale a prima.

Prof.ssa Gemma Vernoia