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Incontro con due attivisti speciali

di Ginevra D’Alconzo 3C

Il 16 Maggio sarà un giorno indimenticabile per me, perchè ho avuto il privilegio di incontrare nella mia classe due attivisti: Antonio Ligorio, giornalista radiofonico e Gabriele Colucci, missionario laico. Entrambi fanno parte dell’associazione “La Manovella” che si occupa di arte, cultura, spettacolo ma soprattutto della scolarizzazione in Kenya. Attraverso la loro storia e tutto ciò che hanno vissuto nel corso di questi ultimi anni, hanno permesso di entrare direttamente nel vissuto dei ragazzi del Kenya. Anche se giornalmente, attraverso i social siamo bombardati da immagini e notizie provenienti da ogni parte del mondo, sentire le sofferenze vissute personalmente nella baraccopoli di Mathare, a Nairobi, offre un impatto emotivo che nessun telefonino può replicare. I racconti e le immagini dei bambini in Kenya non li ho semplicemente “visti” ma “ascoltati con il cuore”. Questo tipo di esperienze costringe noi studenti ad aprire gli occhi sulla realtà. Ci fa riflettere sui privilegi che abbiamo e che spesso diamo per scontato: l’acqua, il diritto all’istruzione e alla salute. L’incontro si è concentrato sulle difficili condizioni di Nairobi, una città ricca ma segnata dal degrado. L’attenzione si è rivolta alle baraccopoli, che ospitano circa un milione e mezzo di persone. Hanno descritto Matharè, la baraccopoli più grande (500 mila abitanti): case di lamiera, assenza di servizi igienici, spazzatura e una forte emergenza alimentare. I volontari non portano solo cibo, ma intrattengono i bambini con giochi e balli, venendo ricompensati dai loro sorrisi e dalla loro gioia. L’incontro si è concluso con un momento allegro a testimonianza di come la musica unisce tutti, Gabriele Colucci ha suonato uno strumento tipico africano e tutti insieme abbiamo intonato la canzone HAKUNA MATATA che significa “Nessuna preoccupazione”.

Questi uomini con la loro scelta di vita, sono diventati per noi un modello positivo, l’esempio concreto che il cambiamento è possibile se ognuno di noi decide di fare la propria parte. Sinceramente questa esperienza ha acceso in me, ma credo anche nei miei compagni di classe, una nuova “scintilla” affinchè tutti noi possiamo diventare persone migliori; che non significa necessariamente fare cose straordinarie, ma è sufficiente sviluppare una sensibilità verso le ingiustizie e le sofferenze presenti nel mondo.

Ginevra D’Alconzo 3^C