Ricerca

Il Comune di Ginosa riconosce il Samudaripen

dagli studenti della 1^F un esempio di memoria, inclusione e cittadinanza attiva

Utente TAIC82600L-psc

da Taic82600l-psc

0

Un percorso nato tra i banchi di scuola e arrivato fino alle istituzioni, trasformandosi in un atto concreto di riconoscimento storico e civile. È quanto accaduto grazie agli alunni della classe 1^F della scuola secondaria di primo grado, protagonisti del progetto “Io, tu, noi: viaggio tra diritti cultura e inclusione”, promosso dai docenti Isabella Lattarulo, Carmelo Ribecco e Giusy Bernini.
Partendo dall’8 aprile, Giornata Internazionale del Popolo Rom, gli studenti hanno intrapreso un viaggio di conoscenza attraverso una serie di attività didattiche svolte in classe, un percorso che li ha portati ad approfondire la storia e la cultura del popolo rom e sinto, ma anche una delle pagine più drammatiche e meno conosciute del Novecento: il Samudaripen, il genocidio perpetrato nei campi di sterminio nazisti durante la Seconda guerra mondiale.
Una tragedia spesso rimasta ai margini della memoria collettiva, che i ragazzi hanno voluto riportare al centro dell’attenzione pubblica. Guidati dai loro insegnanti, hanno infatti deciso di compiere un gesto significativo di cittadinanza attiva: scrivere una lettera al Sindaco di Ginosa e all’Assessore alle Politiche Sociali, chiedendo il riconoscimento ufficiale del Samudaripen attraverso una delibera del consiglio comunale.
Un appello che non è rimasto inascoltato. L’Amministrazione comunale ha accolto la richiesta degli studenti e, con la delibera del 23 luglio 2026, ha riconosciuto ufficialmente il genocidio dei Rom e dei Sinti.
Un risultato importante, che segna un passo avanti nella costruzione di una memoria più inclusiva e consapevole. Ginosa diventa così uno dei comuni che scelgono di dare voce a una storia troppo a lungo dimenticata, riconoscendo le sofferenze di un popolo ancora oggi vittima di discriminazioni e pregiudizi.
L’iniziativa dimostra come la scuola possa essere un luogo privilegiato non solo per l’apprendimento, ma anche per la formazione di cittadini attivi e responsabili. Gli alunni della 1^F, con il loro impegno, hanno dimostrato che la memoria non è solo un esercizio del passato, ma uno strumento fondamentale per costruire un futuro più giusto e inclusivo.