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FESTA DELLE NAZIONI D’EUROPA: UN VIAGGIO EMOZIONANTE TRA STORIA, SAPORI E IDENTITÀ

Una "palestra" che diventa continente.

Utente TAIC82600L-psc

da Taic82600l-psc

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Voci giovani che, come onde, si propagano e risuonano delle culture di un’intera Europa. Profumi di cucine lontane che si mescolano nell’aria di una scuola, il cui cuore batte grande quanto una bandiera a dodici stelle… Accade quando l’educazione incontra la passione, quando il sapere si veste di emozioni, quando imparare diventa vivere.

Gli alunni della classe 2A della Scuola Secondaria di I Grado del Plesso Calò hanno vissuto con entusiasmo travolgente e impegno autentico una giornata straordinaria, un’avventura nel cuore della cultura europea: un gioco di ruolo che ha trasformato ogni studente nel Primo Ministro di uno Stato europeo. Dal Portogallo alla Finlandia, dalla Grecia alla Bielorussia, ogni angolo di questa Europa tanto variegata quanto unita è stato esplorato con gli occhi di giovani ambasciatori, che hanno raccontato, rappresentato, vissuto i Paesi che avevano scelto, o che li avevano scelti. Non si sono limitati alle parole, ma hanno evocato personaggi storici, narrato geografie affascinanti, esaltato i patrimoni artistici; hanno intonato (o raccontato) gli inni nazionali con rispetto e fierezza, mettendo in luce le peculiarità e i tesori nascosti delle nazioni che compongono la nostra bellissima Europa, ma soprattutto hanno trasmesso ciò che spesso si dimentica: che le diversità non sono barriere, ma ponti, che le lingue che ci sembrano lontane hanno radici comuni e che le culture che ci appaiono distanti condividono desideri, dolori, sogni.

E poi… la cucina.

Perché, se è vero che ogni Paese si racconta attraverso la sua Storia e la sua Arte, è attorno a una tavola che se ne respira davvero l’anima. I veri ambasciatori di ogni Nazione, oggi, sono stati i piatti tipici: sapori che parlano, profumi che narrano, pietanze che tramandano storie senza tempo.

Le famiglie – genitori, nonni, zii – si sono immerse in un lavoro certosino, fatto di cura, passione e ricerca. Insieme ai ragazzi hanno sfogliato libri di ricette, interrogato ricordi, rispolverato taccuini ingialliti e storie tramandate a voce, pur di trovare il piatto giusto, quello che sapesse raccontare davvero l’identità del Paese assegnato.

È stato un viaggio nel viaggio: la palestra, ancora una volta, è diventata un grande mercato europeo dei gusti, degli odori, dei sapori e delle emozioni. Spezie che danzavano nell’aria, salse colorate che accendevano i tavoli, dolci profumati che parlavano di terre lontane. Risate, curiosità e racconti si mescolavano in un’esplosione di gusto e cultura che ha invaso ogni angolo dell’ambiente scolastico, rendendolo vivo, accogliente, saporito. È stato un banchetto dell’identità, un modo straordinario di imparare con il cuore e con il palato, un’occasione per dire, in modo concreto, che conoscere l’altro passa anche attraverso ciò che cucina, ciò che condivide, e noi vogliamo imparare a “gustare” per conoscere.

La cosa straordinaria è stata senza dubbio la partecipazione delle famiglie, la vera magia di questa giornata! Un gesto di affetto e di appartenenza che ha superato i confini dell’aula per diventare segno tangibile di una comunità scolastica viva, unita, capace di costruire ponti tra generazioni e culture. Un gesto che ha parlato di futuro, un futuro condiviso, fatto di mani sporche di farina e occhi pieni di orgoglio. Questa “Festa delle Nazioni d’Europa” è stata un esercizio di empatia, un inno alla bellezza del sentirsi parte di qualcosa di più grande. E in questo, l’Unione Europea è il simbolo più vero: un sogno nato dalle macerie della guerra per costruire pace, dialogo, condivisione. Una realtà fatta di istituzioni ma anche – e soprattutto – di persone, di giovani che crescono sapendo che l’altro non è una minaccia, ma una possibilità.

Far vivere questi progetti concreti a scuola è fondamentale. Sono esperienze che insegnano davvero, più delle interrogazioni, più delle nozioni astratte, perché mettono in moto tutto – mente, cuore, mani. Rendono tangibile il concetto di comunità, fanno capire ai ragazzi che sono cittadini non solo della loro classe o del loro quartiere, non solo del loro Paese, della loro Nazione, ma dell’Europa intera. E lo si capisce solo lavorando insieme, superando le differenze, valorizzando i talenti di ciascuno.

Oggi ho visto ogni ragazza e ogni ragazzo di questa classe brillare di luce propria, mettere in campo passione, impegno e consapevolezza. Come docente, non posso che esprimere un grazie immenso: a questi giovani che non smettono mai di stupire, alle famiglie che continuano a credere profondamente nella scuola, e a tutti coloro che ogni giorno, con dedizione silenziosa, costruiscono l’educazione come primo, solido mattone della cittadinanza.

Un ringraziamento sentito va alla Professoressa Marisa Catapano, per la sua preziosissima collaborazione nella preparazione musicale, che con pazienza, passione e straordinaria bravura, ha guidato i ragazzi nella scoperta degli Inni, rendendoli non solo suoni da ascoltare, ma parole da comprendere, storie da rispettare.

E non in ultimo, un sentito e profondo grazie va alle “mie” due giovani e fresche forze appassionate: le tirocinanti Carmen Pavone e Giovanna Clemente, che con dedizione, entusiasmo e professionalità, mi hanno seguita passo dopo passo in questo ambizioso progetto. Hanno lavorato fianco a fianco con i ragazzi, con sensibilità e delicatezza, contribuendo a ogni piccola-grande soddisfazione che questo percorso ci ha regalato…

Oggi più che mai possiamo dirlo: l’Europa, e ciò che vogliamo che sia il Mondo, dobbiamo cominciare a crearlo in classe.

Gemma Vernoia