In un’epoca caratterizzata da un individualismo sempre più marcato, riscoprire il significato profondo dei valori civili non è solo un esercizio teorico, ma una necessità pratica. Martedì 13 gennaio le classi I G, III E, I F dell’I.C: “Calò- Deledda- Bosco, Secondaria di I grado-plesso Bosco: coordinati dalle professoresse Pignalosa Carmela, Andreula Rossella, Lattarulo Isabella, Maria Santoro, Calabrese Fiorenza, Giusy Bernini hanno approfondito questi aspetti partecipando ad un incontro con Maria Jose, una mamma venezuelana che ha sfidato il destino per proteggere ciò che ha di più caro il futuro, in un’ottica di confronto etico. Una società non è un semplice aggregato di individui che condividono uno spazio, ma un organismo vivente che respira attraverso il rispetto e si nutre della ricerca del bene comune attraverso la giustizia sociale, la partecipazione attiva e la solidarietà. Una società fondata sul bene comune non si costruisce per decreto, ma attraverso milioni di piccoli gesti quotidiani ispirati al rispetto. È un cantiere sempre aperto che richiede la collaborazione di tutti. In una realtà priva di valori condivisi, il pericolo non è solo un’aggressione improvvisa ma è l’insicurezza costante di non avere diritti a cui appellarsi. Senza la giustizia, il forte schiaccia il debole nel silenzio generale; senza l’uguaglianza, la tua nascita diventa la tua condanna; senza la solidarietà, sei solo una particella isolata in un mare di lupi. Spesso, chi vive in una democrazia matura dà per scontati i valori che la sorreggono, come se fossero elementi naturali del paesaggio. I valori civili sono la bussola che ci impedisce di smarrirci nel buio dell’egoismo. Sono la garanzia che la libertà di uno non diventi mai la condanna dell’altro. La bellezza di una società si misura dalla capacità di proteggere i più deboli e di onorare la parola data. Perché, alla fine, non sono i confini a renderci sicuri, ma la solidità dei nostri valori: solo quando il bene dell’altro diventa prezioso quanto il proprio, allora, e solo allora, possiamo dirci veramente liberi. Quando smettiamo di onorare l’onestà, il rispetto per l’altro e la cura dei più fragili allora inconsapevolmente costruiamo una società senza etica. Abbiamo il dovere di proteggere questi valori con la stessa forza con cui un naufrago si stringe al relitto. La vera Cittadinanza è capire che il benessere del mio vicino è strettamente legato al mio, perché una società senza valori non è solo pericolosa: è un luogo dove l’anima smette di fiorire. Gli studenti hanno riflettuto molto su questi aspetti arricchendo il proprio bagaglio di resilienza e valori profondi. Grazie a Maria Jose che ci ha testimoniato una storia di forza attraverso la dignità di una vita di madre e moglie, fermamente convinta che la gentilezza e il rispetto siano i veri pilastri che sorreggono una società civile. “La gentilezza è la catena d’oro con la quale la società viene legata insieme.” — Johann Wolfgang von Goethe. Un ringraziamento particolare alla Dirigente Prof.ssa Marianna Galli per la sensibilità e la costante attenzione che riserva alle tematiche sociali e civili all’interno della nostra scuola.
Classe I G
Prof.ssa Carmela Pignalosa


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