Sabato 31 Gennaio scorso, alla presenza della Dirigente Scolastica Prof.ssa Marianna Galli e del parroco della chiesa di Gesù Risorto, Don Giovanni Nigro, noi ragazzi delle classi I D e II E, abbiamo ardentemente voluto raccontare la vita e le opere di San Giovanni Bosco. La nostra cultura millenaria affonda radici profonde nel Cristianesimo, quindi non volevamo che passasse inosservato un evento così importante per la nostra comunità qual è il ricordo di un così grande uomo e pedagogo. Quest’anno ricorre anche il novantesimo compleanno del nostro istituto, memoria storica della città di Ginosa. Abbiamo iniziato con una presentazione che spiegava la vita, gli studi e le opere; poi ci siamo esibiti con il flauto dolce suonando e cantando il brano “L’amico è”. In seguito, due alunni hanno mostrato un cartellone che hanno realizzato personalmente, dedicato a Don Bosco con le frasi celebri ricorrenti nei suoi discorsi. Tutti i presenti poi ci siamo recati al piano rialzato della scuola, davanti all’effige di San Giovanni Bosco del 1963, per cantare una canzone a lui dedicata, “Padre, maestro ed amico”. Tutto ciò è stato organizzato dalle professoresse Lucrezia di Tinco, Carmen Pignatelli e Alfia Scravaglieri che ci hanno guidato nella buona riuscita dell’evento. Siamo rimasti colpiti dalla figura del Santo, che come ha detto Don Giovanni durante l’incontro “era semplicemente un prete” che ha dedicato la sua vita ai ragazzi che vivevano per strada, era una persona semplice vicina agli ultimi.
La nostra Dirigente ha sottolineato l’importanza di uomini come Don Bosco, Don Milani, per le basi che hanno gettato per una pedagogia di valore, pedagogia preventiva la chiamava il Santo.
Secondo Don Bosco le regole e l’educazione devono essere comprensive, flessibili e basate sul buon senso; per essere un buon educatore non basta amare i giovani, ma bisogna che si sentano amati. Ragionava con i ragazzi in modo tranquillo, senza arrabbiarsi, cercando di risolvere tutto con le parole, l’amicizia e il perdono; amava tutti i ragazzi allo stesso modo, voleva bene a tutti allo stesso modo e accoglieva ogni ragazzo o bambino in difficoltà. Lui fondò diversi oratori a Torino. Il più famoso era quello di Valdocco dotato di ampi spazi e un terreno con degli alberi, per insegnare la religione e fare merenda tutti insieme all’aria aperta, tra le meraviglie del Signore.
Giovanni Paolo II lo definì “padre e maestro della gioventù” per la sua pedagogia, che si basa su tre pilastri: ragionevolezza, fede e amorevolezza; lo definì “figura esemplare per l’educazione e la cura dei giovani”, specialmente i più bisognosi.
Siamo rimasti davvero colpiti dalla sua determinazione e dalla sua voglia di stare con i giovani, ha dato loro fiducia e molti li ha salvati.
Quest’uomo ha dedicato tutta la sua vita agli altri in nome di una fede autentica e del Cristianesimo.
Non si tratta solo di un riferimento religioso ma di una tradizione che ha formato nei secoli il nostro modo di pensare, educare e vivere in una comunità.
Noi ragazzi, nel nostro piccolo, abbiamo vissuto con gioia questi momenti, insieme ai nostri insegnanti e alla nostra preside a cui va un ringraziamento speciale per la disponibiltà e l’esserci sentiti accolti ed abbracciati. Grazie a Don Giovanni Nigro che ha accettato il nostro invito e ci ha ringraziati per questo ponte che abbiamo creato tra la scuola e la chiesa. Un sentito grazie ai nostri instancabili collaboratori scolastici che fin dalle prime ore del mattino, armati di ramazze, panni e spazzole hanno reso l’angolo che accoglie l’effige di Don Bosco, ancora più bello e splendente.
Un caloroso ringraziamento va alle nostre famiglie che sono sempre collaborative, infatti alla fine dell’evento ci siamo rifocillati con i dolci gentilmente offerti dalle mamme.
Per la Classe 2^E
Antonio Mele
Annabel Ungherese
Andrea Vizzielli
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